Spazio Zerosei: un luogo per bambini e famiglie
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Spazio Zerosei – un luogo per bambini e famiglie

 

Oggi Mammacult vi parla di Spazio Zerosei , un luogo aperto a tutti i  bambini zero-sei e agli adulti che crescono con loro,  dove vivere esperienze e pensieri, alla scoperta del sé, per liberare la fantasia, attraverso attività manuali, artistiche e giochi non strutturati, incontrarsi e crescere. Un luogo dove sono accolte le famiglie; un servizio a disposizione soprattutto dei bambini più fragili.

Intervistiamo Caterina Ginzburg responsabile del progetto Spazio Zerosei presso Il Museo Egizio di Torino.

 

  1. Da dove nasce l’idea dello Spazio Zerosei?

Spazio ZeroSei  è nato nel 2014 a Torino sulla Piazza di Porta Palazzo (il mercato all’aperto più grande d’Europa) come azione del Programma ZeroSei della Compagnia di San Paolo. E’ un luogo aperto, dedicato a tutti i bambini da zero a sei anni, nato con l’obiettivo di promuovere innovazione, imparare con le mani in pasta, incuriosirsi e creare. Aperto ad asili e scuole dell’infanzia (un servizio per i servizi) e alle famiglie (per esperienze condivise con famiglie, in una relazione di scambio e crescita reciproca adulto/bambino).

Spazio ZeroSei offre spunti e suggestioni educative (dai materiali ai percorsi narrativi, manipolativi e gioco libero e creativo) che accompagnano il percorso di crescita.

Dopo quattro anni di esperienze, competenze acquisite e sperimentazioni avviate, la nuova frontiera dell’innovazione è stata mettere a disposizione queste progettualità anche di altre realtà, nell’idea della scalabilità del modello avviato, scommettendo su nuovi Spazi per l’educazione informale come tappeto su cui ci si incammina per far crescere più solide competenze di cittadinanza. In questo orizzonte, è nata l’idea progettuale, divenuta poi uno dei 14 progetti nazionali finanziati nell’ambito del Bando Prima Infanzia del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile.

  1. Come è organizzato uno Spazio Zerosei?

Il modello organizzativo di Spazio ZeroSei Torino rappresenta un esperimento innovativo (e di successo) basato sulla collaborazione fra soggetti diversi sia per quel che riguarda la progettazione che la gestione, soprattutto tenendo a mente la filiera. Oltre al contributo progettuale nato in senso Xkè? Il laboratorio della curiosità (Centro per la didattica delle scienze rivolto alle classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado e fratello maggiore di Spazio ZeroSei) il modello organizzativo ha incontrato la creatività e la capacità di un’Associazione Temporanea d’Impresa di cui fanno parte diverse Cooperative Sociali del territorio torinese, dando vita ad una vera innovazione nella co/progettazione, non un servizio esternalizzato (come tanti). Allo stesso modo, l’esperimento di scalabilità della rete di Spazi è animato da una composita partnership che vede collaborare tra loro privato sociale, Enti pubblici ed Enti privati nella realizzazione, progettazione e gestione dei servizi.

 

  1. Dove si trovano gli Spazi ZeroSei e quale tipo di attività sono organizzate per i bambini?

La rete conta ad oggi 6 sedi di Spazio ZeroSei collocate in territori caratterizzati da un’alta presenza  di famiglie in condizioni di fragilità: Ventimiglia  alta, Torino (Porta Palazzo), Pistoia, Vibo Valentia Marina e Lecce. Luoghi sani e salvi per contrastare la povertà educativa e promuovere occasioni di socializzazione integrando servizi sociali, servizi educativi tradizionali, educazione informale e offerta culturale. Proprio sul fronte dell’innovazione dei servizi per le famiglie e la fruizione della cultura, nel 2018 è nato Spazio ZeroSei Egizio: un assaggio della millenaria civiltà egiziana per i bambini 3/6 anni, mentre i genitori sono in visita al Museo. Un linguaggio (la scoperta) che può rendere unite le esperienze di bambini e adulti, ma ciascuno alla propria portata. Per poi ritrovarsi insieme nelle sale antiche.

L’approccio esperienziale caratterizza le attività di tutti gli Spazi: laboratori hands on per bambini, scuole e famiglie da zero a sei anni. Oltre a incontri, esperienze e pensieri per gli adulti che crescono con loro.

Alcune parole chiave accompagnano la nostra esperienza e nutrono le nostre attività sono:

  • Stare bene nel senso del benessere che comporta, per i bambini e anche per gli adulti, immergersi in una esperienza in modo completo, a partire da suggestioni professionalmente progettate e messe in sequenza tra loro
  • Imparare facendo, attraversare un tragitto che usa il gioco come medium, acquisendo progressivamente saperi che nel tempo si faranno nozioni, ma che intanto si fissano nella memoria attraverso l’esperienza ludica e sensoriale.
  • Stupore/meraviglia: accompagnando i bambini a scoprire con naturalezza ricordando e suggerendo agli adulti che nel quotidiano si nasconde il sorprendente.
  • L’altra faccia delle cose(un utilizzo diverso di oggetti della vita quotidiana, riciclo/altra vita delle cose) in una dimensione capace di ricordare ad educatrici, insegnanti e genitori la capacità generativa della semplicità.
  • Una traccia dell’esperienzacome segno tangibile di un passo (o più di uno) fatto dentro la conoscenza
  • Un occhio per il mondo (attraverso cui guardare, scoprire, esplorare il mondo) per assecondare la naturale ampiezza di vedute di cui i bambini possono essere maestri, se li si ascolta ed osserva.
  • Giocare con le lingue: laboratori in lingua araba per tutti i bambini. La lingua come dimensione del gioco per cui l’apprendimento è disponibilità verso il nuovo e verso l’altro
  • Complementarietà ponendosi accanto all’educazione formale e a quella famigliare come risorsa e opportunità sussidiaria.

 

  1. Le attività sono tutte gratuite?

 

Per quel che riguarda le sedi di Ventimiglia, Pistoia, Vibo Valentia e Lecce le attività sono rese possibili grazie al finanziamento del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile (Bando Prima infanzia dell’ Impresa Sociale “Con i Bambini”) e ad oggi sono completamente gratuite. Le attività delle due sedi di Torino, invece, prevedono un piccolo costo a carico delle famiglie, segno tangibile del valore educativo, culturale, sociale, inclusivo, e della responsabilità reciproca della scelta. Parallelamente Spazio ZeroSei Torino porta avanti diverse azioni volte all’inclusione delle famiglie più fragili: caffè sospesi; attività gratuite per famiglie seguite dall’Ufficio Pio di Torino, una sinergia intelligente fra soggetti del Sistema Compagnia di San Paolo; il ciclo di incontri Piccoli/Grandi, appuntamenti per adulti e bambini, soprattutto per coloro che non frequentano i servizi educativi tradizionali.

 

  1. Perché vi siete dedicati alla fascia di età zero-sei?

Tutte le ricerche interazionali e non solo, scommettono sulla “early chilhood care and education” dimostrando come l’approccio precoce alle esperienze, ai luoghi belli (perché gli Spazi sono belli, e questo è anche un valore di inclusione), a reti ampie e partecipate (fra bambini e adulti) possa avere effetti positivi sulla crescita e sulla comunità.
L’informale è una cifra, una piattaforma naturale di aggancio e di  ingresso, soprattutto per chi è escluso da altre reti o dai servizi. Ma soprattutto Spazio ZeroSei vuole essere un luogo  di incontro fra mondi, culture, storie, persone per dare vita insieme ad altre reti, percorsi, esperienze.  Per quanto riguarda l’educazione formale, l’ambito di azione risiede naturalmente ne “Le Indicazioni nazionali dall’infanzia al primo ciclo”: perchè “sviluppare la competenza significa imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e l’esercizio al confronto; descrivere la propria esperienza e tradurla in tracce personali e condivise, rievocando, narrando e rappresentando fatti significativi; sviluppare l’attitudine a fare domande, riflettere, negoziare significati”.

  1. Qual è l’impatto sociale del progetto e quali gli obiettivi da raggiungere?

Quando nel 2014 abbiamo pensato la prima volta a Spazio ZeroSei, abbiamo immaginato un luogo bello, visibile, aperto, curioso e operoso. In questi anni, le tante mamme, bambini, nonne e papà che hanno attraversato le nostre stanze colorate, ascoltato le nostre storie lette con il Kamishibai, messo le mani in pasta negli ingredienti delle cucine di tutto il mondo, liberato il gioco nella stanza magica ci hanno restituito il senso profondo di questo nostro agire: una comunità è nata e cresciuta attorno allo Spazio ZeroSei  di Torino. E lo stesso sta cominciando a capitare (dopo nemmeno un anno dall’apertura) anche nelle altre città. Uno spirito, un tono della voce, uno spazio aperto, idee e pensieri educativi di Spazio ZeroSei hanno continuato a farsi strada, spostando ancora più in là la frontiera della ricerca e dell’azione quotidiana. Ma questo non ci basta: le porte sono sempre aperte, e l’impegno serrato per far entrare “gli invisibili”, quelle famiglie e quei bambini che vivono condizioni di povertà educativa (non solo economica, ma anche sociale e culturale). Perché solo mescolando mondi, potrà crescere una comunità più forte.

Ma ci siamo anche affidati alle ricerche: dall’analisi dei risultati della valutazione di impatto sociale di Spazio ZeroSei Torino (condotta da Tiresa, centro di Ricerche del PoliMi), è emerso come le attività svolte siano considerate (sia dai genitori, sia delle insegnati/educatrici) di grande importanza per lo sviluppo del benessere personale, delle competenze, delle capacità relazionali e dell’intelligenza emotiva dei bambini che partecipano alle attività proposte. Dal punto di vista dei genitori, Spazio ZeroSei rappresenta un valido supporto per accrescere le proprie capacità genitoriali, nonché un punto di riferimento dove poter ottenere informazioni sulle attività e servizi offerti dal territorio e dove allargare la propria rete di relazioni sociali informali. Infine, anche per quanto riguarda gli operatori, il lavorare in Spazio ZeroSei ha contribuito al miglioramento del benessere personale, al consolidamento e sviluppo delle competenze professionale, ed al rafforzamento delle relazioni sociali.

 

Per info: Www.spaziozerosei.it

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