Adolescenti nell’era digitale

L’adolescenza è già di per sé una fase difficile da affrontare, tanto per gli adolescenti, alle prese con cambiamenti fisici ed emotivi, quanto per i genitori, che devono far fronte ai nuovi bisogni dei figli senza poter invadere i loro spazi più del concesso. Se poi si parla di adolescenza e mondo digitale, le cose si fanno potenzialmente più difficili, in questo caso, soprattutto per i genitori, che devono interfacciarsi con un mondo di cui conoscono poco o nulla e dove la scarsa conoscenza si tramuta, a volte, in fobia…fobia del digitale.

La situazione: ieri e oggi

Facciamo un passo indietro, quando ancora i social media, come li conosciamo oggi, non esistevano e i cellulari si usavano solo per chiamare e messaggiare, e mi viene in mente il diario segreto o il cellulare con gli sms scambiati con gli amici; cose a cui nessuno doveva avere accesso, tranne qualche amico/a del cuore e qualche genitore molto “curioso”.

Oggi la situazione è ben diversa: i cellulare senza accesso a internet che si sbloccava con due pulsanti è diventato uno smartphone con internet super veloce che si sblocca con l’impronta digitale e il diario segreto (Ponzoni A., 2013) è rimasto segreto sì, ma solo per i genitori, perché ora il vecchio diario su cui si scriveva a penna è online, sotto forma di profilo Facebook, Instagram e Snapchat e le storie che si scrivevano, ora si chiamano stories e spariscono dopo 24 ore dalla pubblicazione; storie che sono note a tutti: amici, compagni di scuola, bot, persone che vivono dall’altra parte del mondo, ma non ai genitori, spesso all’oscuro dell’identità social dei propri figli.

I rischi del mondo digitale

Sul web si parla spesso dei vari rischi di esposizione ai social, non tanto su Instagram e Facebook, dove i contenuti condivisi sono in un certo senso controllati, quanto sulle applicazioni di messaggistica (es. Whatsapp). Con la diffusione di queste app sono aumentati anche gli episodi di cyber bullismo, hate speech, sexting e diffusione di contenuti vietati ai minori. Esperienze online potenzialmente traumatizzanti di cui, secondo il rapporto EU Kids Online 2018 (Leggi rapporto), ne parla solo un ragazzo su 4 e, molti di questi preferiscono parlarne con gli amici piuttosto che con i genitori.

La soluzione?

Se questo è lo scenario in cui si muovono gli adolescenti di oggi, forse è comprensibile che i genitori provino un po’ di apprensione nei confronti del digitale e cerchino per quanto sia possibile di controllare o addirittura vietare l’accesso ai social; impresa impossibile e laddove non lo sia, probabilmente inutile e contro producente.

Il modo migliore è educare fin da subito ad un corretto utilizzo dei social. Cosa all’apparenza banale ma di non facile applicazione, dato che, per poter educare al buon uso, bisogna conoscere lo strumento con tutte le sue sfaccettature.

Di base però, è fondamentale far comprendere ai ragazzi che un social non è troppo diverso da un parco pubblico, anzi, le azioni compiute sui social hanno una risonanza infinitamente maggiore rispetto al parco sotto casa e per tale motivo, tali azioni vanno soppesate con cura per non arrecare danni a sé stessi e agli altri e per non essere cacciati dal parco digitale.

 

Leggi anche il nostro articolo sul Cyberbullismo

Comments

Lascia un commento